Chiostro del noviziato
La visita di questo chiostro è
consentita solo al gruppi accompagnati dai religiosi
della basilica o da guide autorizzate, che conoscono
gli orari utili .
Dall'atrio della sacrestia si esce
dall'unica porta che guarda verso l'esterno e si sbocca
nel Chiostro del noviziato, così
chiamato perché su di esso prospettano, in particolare,
le stanze dei novizi. Questi sono giovani candidati
alla vita religiosa che, presso la Comunità del
Santo, vivono un anno particolarmente intenso di vita
religiosa, animando con la loro presenza sia la vita
della comunità che le celebrazioni liturgiche
in basilica.
Il Chiostro del noviziato, realizzato
nella seconda metà del Quattrocento in
stile gotico, ha proporzioni piuttosto ampie
e slanciate; l'ariosità delle arcate, a cui fa
da contrappunto il verde del prato, e l'atmosfera di
silenzio e di pace che vi si respira, suscitano un'emozione
indimenticabile. Ad essa si aggiunge, nell’angolo
a sud-est, un ammaliante scorcio della basilica,
che incanta ogni visitatore.
Chiostro
della Magnolia (o Chiostro del Capitolo)
Dalla
porta sud della Basilica (o dal Chiostro del noviziato)
si può accedere al Chiostro della Magnolia,
così chiamato per la superba "Magnolia grandiflora"
che s'innalza al centro, piantata nel 1810. Il chiostro,
nel suo aspetto attuale, risale al 1433.Qui,
come negli altri chiostri, si susseguono tombe, monumenti,
lastre ed epigrafi, che sarebbe troppo lungo descrivere
in dettaglio.
Sul lato sud c'è l'entrata
al Negozio di ricordi, oggetti religiosi
e libri. All'interno del negozio, una
porta in vetro immette negli Uffici del Messaggero
di sant'Antonio e dell’Accoglienza pellegrini,
per i rapporti con gli Associati alla grande Famiglia
Antoniana. Nell’angolo a ovest, prima dell’uscita
al sagrato, si trova l’Ufficio Informazioni,
aperto tutto l'anno.
Chiostro
del Generale
Dal
negozio o dal Chiostro della Magnolia si accede al Chiostro
del Generale (in stile gotico, del 1435,
opera di Cristoforo da Bolzano), così detto perché
su di esso si affacciano in particolare le stanze del
Generale dell'Ordine (nonché delle massime autorità
religiose) in visita alla Basilica o alla comunità
religiosa. Da qui si sale anche alla prestigiosa Biblioteca
Antoniana.
Il lato ovest del chiostro ospita la
Mostra Antoniana, una piacevole realizzazione
audiovisiva sulla vita di sant'Antonio e la continuazione
della sua opera oggi. La visita è senz'altro
un valido complemento a quella del santuario.
Chiostro
del beato Luca Belludi (o Chiostro
del Museo)
Vi
si accede sia dalla Mostra Antoniana che dal Chiostro
della Magnolia. Grandioso chiostro gotico, che nel suo
aspetto attuale risale alla fine del Quattrocento.
I locali adiacenti sono sede di vari organismi: l'Istituto
di Scienze Religiose, il
Centro Studi Antoniani, il
Museo antoniano, che contiene diverse opere d’arte
di notevole valore, e il Museo
antoniano della devozione popolare.
Quest'ultimo è aperto al pubblico,
tutto l'anno (escluso il lunedì), e merita una
visita (sono disponibili dei dépliant-guida).
È articolato in varie unità, tutte inerenti
al mondo della devozione e del pellegrinaggio al Santo.
Sagrato della Basilica
Sul sagrato della Basilica si affacciano due cappelle
che sono veri tesori di arte, poco conosciuti.
L'Oratorio
di san Giorgio.
L'Oratorio
di san Giorgio. Voluto nella seconda
metà del Trecento, quale cappella funeraria
per sé e per i familiari, da Raimondino Lupi
di Soragna (Parma) ritiratosi a Padova, fu portato a
termine dal parente Bonifacio Lupi. Come la Cappella
di san Giacomo in Basilica, l'oratorio è stato
interamente affrescato da Altichiero da Zevio
e aiuti. Gli appassionati d'arte non possono certo perdere
questa splendida occasione. L'entrata è a modico
pagamento e sono disponibili dei cartoncini-guida sufficientemente
dettagliati.
Per l'accesso ci si deve rivolgere
al guardiano, presente nell'adiacente corpo di fabbrica
che congiunge San Giorgio alla chiesetta di destra,
detta popolarmente la Scoletta.
La Scoletta.
Con
questo termine, che si ricollega alla tradizione veneziana,
è chiamata la sede dell'Arciconfratemita
di sant'Antonio, che vanta una storia plurisecolare
ed è tuttora attiva nel campo dell'assistenza.
Nota anche in campo nazionale per l'annuale
"Concorso della bontà", indetto
per le scuole.
Nel Quattrocento l'Arciconfraternita
fece costruire la chiesetta a pianterreno e, agli inizi
dei Cinquecento, la Sala soprastante per le conferenze.
In questa Sala si possono ammirare sculture, affreschi
e tele di notevole interesse; in particolare, emergono
tre brillanti affreschi e una sinopia
dei giovane Tiziano (1511) con miracoli del Santo.
Il
Monumento al Gattamelata.
In
Basilica, nella Cappella del Santissimo, abbiamo visto
la tomba di Erasmo da Narni (soprannominato Gattamelata,
+ 1443).
Qui ne ammiriamo il celeberrimo monumento equestre,
capolavoro in bronzo di Donatello (1453), che riprende,
per la prima volta in epoca moderna, il tema antico
dei monumento equestre. Nei richiami funebri, scolpiti
sul cenotafio, appare vivida la memoria dell'indomito
condottiero.
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